Tiziana Andina

professore di filosofia teoretica

Professore associato di filosofia teoretica, dirige la rivista Brill Research Perspectives in Art and Law, e la collana Analytic Philosophy and Contemporary Art (Bloomsbury Academic), ha pubblicato articoli e monografie in diversi ambiti della filosofia, della filosofia dell’arte e della ontologia sociale. Tra le pubblicazioni recenti ricordiamo: Arthur Danto: filosofo pop, Carocci 2010 (tr. ingl, Cambridge Scholars Publishing 2011), Filosofia dell’arte. Da Hegel a Danto, Carocci 2012 (trad. ingl. Bloomsbury Academy 2013), (a cura di) Filosofia contemporanea. Uno sguardo globale, Carocci 2013 (trad. ingl, Brill 2014), e Ontologia sociale. Transgenerazionalità, potere, giustizia, Carocci 2016 (tr. ing., Palgrave Macmillan 2016), What is Art. The Question of Definition Reloaded, Brill 2017.


giugno 2018

Perché l’arte conta.
Qualche riflessione circa la contemporaneità dell’arte


La filosofia ha incominciato ad occuparsi di arte contemporanea perché le opere d'arte sono diventati degli oggetti misteriosi. È un'esperienza che abbiamo fatto tutti no? Quando voi entrate in un museo che espone “arte classica” […] voi vedete quelle cose che sono i quadri appesi al muro e li riconoscete. Walter Benjamin filosofo importante del Novecento dice: quelle cose lì hanno l’aura cioè sono oggetti assolutamente diversi assolutamente distinti, assolutamente peculiari rispetto agli oggetti ordinari. Li riconoscete subito come qualcosa di diverso quindi dite queste sono cose preziose sono cose che inseriamo nella classe delle opere d’arte. Ebbene l’aura ha quel “non so che” che fa sì che noi accordiamo a quel tipo di oggetto un particolare valore. Poi possono essere quadri belli, quadri brutti, quadri preziosi, quadri meno, possiamo aprire tutta una serie di discorsi di tipo qualitativo rispetto a questi oggetti, però li incontriamo e li distinguiamo, sappiamo che sono opere d’arte. Il problema filosofico interessante è sorto nel Novecento tale per cui i filosofi hanno ricominciato ad occuparsi di arte. La filosofia in qualche modo si è sempre occupata d’arte. […]Platone si chiede: A cosa serve l’arte? A cosa serve la raffigurazione di un letto nel momento in cui la faccio? Cosa misteriosa! Io in fondo ho bisogno del letto per dormirci, ma della raffigurazione del letto perché ho bisogno? Perché gli esseri umani creano arte? E non sto a ripetere tutta la spiegazione che è bellissima […] però Platone appunto dice l’arte è imitazione della realtà.