Le ore blu -Venezia Giudecca, h.5,07’ – 16 agosto 2017
9 gennaio 2018
Confessioni
12 marzo 2018

Impermanence

- installazione
Chiesa di San Francesco
A cura di Andrea Canziani

Faiza Butt con la sua opera fa dialogare Oriente e Occidente: una grande immagine su tela, dedicata al tema dell’infanzia e della migrazione, è installata sulla facciata della Chiesa di San Francesco e modifica la scena urbana del borgo. L'immagine proviene da una fotografia di un bambino siriano, un piccolo rifugiato di origini yazidi.
Le immagini di bambini che vivono nell'impoverimento e sono coinvolti in tragedie di guerra hanno effetto su tutti noi. Vediamo queste immagini scivolare via nelle piattaforme dei social media e in altri mezzi di informazione. Per la cornice di San Francesco, Butt disegna il ritratto di un dio bambino (che sia Cristo o Krishna), un potente riferimento alla nostra stessa umanità.

I disegni della Butt derivano dall’utilizzo di immagini fotografiche dai media, su cui l’artista usa dei mezzi interpretativi e narrativi, infondendogli il suo simbolismo, trasportando quindi il loro significato nell’arte. La sua tecnica è una fusione della tecnica tradizionale radicata nella sua regione del mondo con la struttura digitale dei pixel della fotografia digitale. Attraverso un meticoloso lavoro e altrettanto rigore concettuale le immagini sono costruite attraverso una tecnica metodica e puntinista, tra il metodo purdakht della pittura tradizionale delle miniature Mughal (l'applicazione di piccoli segni di colore) e i pixel di una fotografia per generare saturazione di tono e colore. Le immagini pixellate dell'artista assomigliano quindi alle fotografie, ma sono prodotte artigianalmente da una cura laboriosa.

L’installazione è visibile fino al 31 dicembre 2018


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