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Confessioni, 2018


- performance
Sagrato Chiesa di N.S. delle Grazie del Palazzo Vescovile di Noli
A cura di Gloria Bovio e Andrea Canziani

Albero, schede di catalogo bibliotecario con cordino, penne, supporto per scrivere, istruzioni dell’artista.

"La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò". Genesi 3,6

Confessioni è una performance dedicata alle verità e al protagonismo dello spettatore. L’opera nasce da una sfida e da un’offerta che la Novizio fa al suo pubblico, chiedendogli di scrivere su di un cartoncino una verità non detta, che oscilla tra il segreto e il peccato, a seconda della inclinazione dello spettatore nell’interpretare la parola dell’artista. La confessione è anonima e come tale resta per tutti, eccetto che per il suo estensore, ma diventa visibile nel momento in cui viene scritta. Ciò cambia in qualche modo la sua natura e la condizione dello spettatore che la scrive. "Bisogna accettare di essere peccatori per diventare santi, altrimenti si resta senza la speranza di accedere agli archivi della memoria di Dio".
L’atto della performance offre allo spettatore la possibilità di invertire il tempo e liberarsi, restituendo all’albero della conoscenza quelle stesse verità. Non la propria, ma una verità. Attraverso le sue mani, o attraverso quelle di una figura femminile che l’artista non definisce, i cartoncini vengono annodati pazientemente come nuovi frutti ai rami dell’albero di fico. La performance indaga l’insieme di tutte le conseguenze di questa proposta, le narrazioni e le storie che nascono dal pubblico in rapporto con l’opera e con se stesso.


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