Nicola Emery

Filosofo


Filosofo, insegna all'Accademia di Architettura di Mendrisio, dirige gli Incontri Internazionali della Fondazione Max Horkheimer e l'omonima collana editoriale.

dda4

3.5.2019
Spettatori o consumatori?
I prodotti culturali e i principi della Kulturindustrie

Io definirei il pubblico contemporaneo “manipolato”, “manipolabile”. Si, per essere sincero io ho proprio questa impressione. Per questo è importante favorire i dialoghi, gli spazi per i dialoghi, questo è indubbiamente molto giusto, molto bello riuscire a fare questo, poi forse anche veicolare la comunicazione, ma non tutto può sciogliersi nella comunicazione di massa, ci vogliono dei elementi legati da questo punto di vista alla cultura dell’Italia, individualistici o formativi, la cultura è anche fatica non è solo un diritto. Chiaro se noi oggi vogliamo rendere tutto pubblico, tutto fruibile, tutto bello, tutto piacevole come un talk show, possiamo magari aumentare la audience ma non facciamo un grande favore al pubblico, perché il pubblico non si può informare, il pubblico stesso è disponibile a mettere in gioco le competenze e affrontare un percorso di formazione, un percorso di crescita diretto, di scontro con l’altro, tentativo di superare l’altro, come quando si legge un libro difficile, leggere un libro difficile non è piacevole, non è che sia una bella cosa, forse le istituzioni potrebbero ricordarsi di questo.